Caratteristiche

Albo illustrato per bambini.

Obiettivi

Pubblico l'idea perché ho intenzione di introdurla sul mercato.

  • Occasionali
  • Aziende specializzate
  • Enti Governativi
  • Scuole
Fino a 100 unità

Necessità di sviluppo

Bisogno Coefficiente Share & Action
Disegnatore creativo Alto IL TUO SHARE
Ebook developer Alto IL TUO SHARE
Illustratore Alto IL TUO SHARE

NB: le percentuali di share sono mostrate fino al loro valore centesimale (ovvero: 2 cifre dopo la virgola); ai fini di calcolo, vengono però considerati i loro valori reali che possono raggiungere valori frazionari fino oltre al millesimo (ad es.: 8,21 può indicare 8,2163497556).

Descrizione

Vorrei creare un albo illustrato per bambini con la storia da me creata, che di seguito qui riporto:

<< Un giorno Lino, un bambino molto curioso, intraprende un viaggio perché vuole conoscere il mondo.

Saluta la sua mamma e si fa accompagnare dal papà fino alla stazione. Arrivato in stazione da un abbraccio al papà e inizia la sua avventura.

Sale su un treno, dopo aver comprato il biglietto, e si siede al suo posto. Dopo un po’ che viaggia il capotreno annuncia la prima fermata: “La terra dei papaveri rossi“. Felice di vedere questi bellissimi fiori rossi, Lino si lancia fuori dal treno e inizia a correre per i prati rubigni, che assomigliano ad una distesa di fuoco, calda e piena di energia. Mentre si rotola e annusa i papaveri, in lontananza sente il fischio del treno pronto per ripartire. Si affretta a tornare indietro e riesce per un soffio a riprendere il suo viaggio.

Pieno di energia Lino si mette seduto al suo posto e pensa a quali meravigliosi posti ancora lo aspettano.

Dopo mezz’ora di viaggio il secondo annuncio: “Prossima fermata campi di grano, ripeto prossima fermata campi di grano”. Wow pensa Lino e dentro di lui già si immagina distese sconfinate. Il treno si ferma e apre le porte. Quello che vede è uno spettacolo meraviglioso, un sole abbagliante che rende ancora più gialle delle spighe di grano giallissime. Questo colore caldo lo invade dentro, lo sente nella pancia come qualcosa che lo riempie di pace e serenità. E proprio mentre è in pace con se, di nuovo quel fischio che riporta la sua attenzione sul viaggio. E di nuovo una corsa sfrenata per prendere quel benedetto treno. Anche questa volta risale in tempo. Seduto al suo posto ripensa all’esperienza appena fatta e sente una grande gioia dentro. La stanchezza inizia a farsi sentire e proprio nel momento in cui Lino chiude i suoi occhi ecco un nuovo annuncio: “Prossima fermata parco degli aranci, ripeto prossima fermata parco degli aranci”. Proprio quello che ci voleva pensa Lino, perché in quel momento sente il suo stomaco brontolare. Il treno si ferma, si aprono le porte e entra un profumo di arancia che riempie tutto il vagone. Lino scende e davanti a lui si apre un giardino di aranci incredibili, di un colore intenso come il sole al tramonto. Guardando questo spettacolo sente lo stomaco, che fino a quel momento era in un grande fermento, calmarsi. Entra nel giardino, si avvicina al primo albero, coglie un’arancia e la mangia. Un sapore inconfondibile di amaro, aspro e dolce si mescolano nella sua bocca creando un gusto unico e portandolo pienamente in quel momento presente. Finisce il suo frutto, fa una passeggiata nel giardino e riempito da questo colore arancio decide di risalire sul treno, questa volta prima del fischio.

Le porte si chiudono, le ruote ricominciano a girare e Lino si prepara per una nuova avventura. Inizia ad immaginarsi cosa lo aspetta ancora e mentre è li, assorto nei suoi pensieri, una dolce voce lo richiama alla realtà e gli domandanda il nome. 

Lino” risponde un po’ preso alla sprovvista e ribatte: “E tu come ti chiami?”.  “Kunda” risponde lei.

Mentre i due bambini parlano, il treno ha già percorso una lunga distanza ed è arrivato in procinto della prossima fermata: “Il bosco verde“. Appena le porte si aprono Lino invita Kunda a fare una passeggiata nel bosco. Il terreno è completamente ricoperto da un tappeto di erba fresca e verdissima, e gli alberi pieni di foglie sembrano respirare. Il colore della clorofilla riempie gli occhi dei due bambini e l’aria colma i loro polmoni di un’intensa freschezza. I due bambini sentono in quel momento che fra di loro circola un sentimento di reciproca fiducia e vicinanza. La loro passeggiata continua ancora per un po’ immersi in una chiacchierata senza tempo. I due parlano, si raccontano, comunicano intimamente i loro sentimenti e le loro storie, proprio come due vecchi amici, forse qualcosa di più: il Verbo e la Parola iniziano ad intrecciarsi in una frase d’Amore. I due, senza accorgersene, escono dal bosco e sconfinano in un campo di viole, delimitato agli angoli da 4 grandi rocce di ametista. Le parole in quel campo di viole sembrano muoversi a tempo di musica, con un ritmo preciso e armonioso e i due bambini trasportati da un leggero venticello iniziano a danzare e a cantare. Il tempo sembra sospeso in quell’attimo dove esiste solo il presente ma un richiamo lontano riporta Kunda al pensiero del treno. “Il treno, abbiamo perso il treno si agita lei. “Sì sicuramente sarà già partito, ormai non possiamo raggiungerlo, cosa facciamo?” risponde Lino.

Kunda rimane in silenzio, preoccupata e agitata. Lino le rimane vicino, anche lui in silenzio, pensieroso ma felice, felice di essere lì con lei. Quella quiete apparente viene spezzata ad un certo punto da un rumore delicato e perpetuo. “Hai sentito Kunda? senti questo rumore? andiamo a vedere, dai”. Lino si alza e inizia a dirigersi verso la fine del campo. Kunda, ancora preoccupata per il treno ormai andato, lo segue lentamente da dietro. Man mano che proseguono in avanti il rumore diventa sempre più forte, una sorta di movimento perpetuo d’acqua. Ad un certo punto, proprio lì dove finisce il viola del campo di fiori, una piccola discesa porta su un orizzonte sconfinato di BLU: il mare. I due sorpresi da questa visione rimangono rapiti da quel colore così intenso, che li pervade e allo stesso tempo fa sparire tutte le preoccupazioni. L’odore di blu penetra nelle narici dei due bambini lasciandogli dentro un senso di comunione con tutto quello che c’è lì intorno. Ormai è diventata sera e il blu del mare si fa sempre più intenso. I due cercano di scovare con gli occhi il limite ultimo del mare all’orizzonte ma quel blu sconfina dolcemente in un colore più chiaro. Lì dove il mare e il cielo si accarezzano lievemente il blu si trasforma in un colore Indaco, delicato e armonioso. In quel momento i due si guardano negli occhi e nelle profondità di quegli sguardi sentono una carezza dell’anima.

Quell’attimo infinito si infrange con il rumore del treno che si appresta a fermarsi nelle vicinanze. “Corriamo Lino che forse riusciamo a prendere il treno, su sbrigati!” Ma Lino con aria triste e consapevole gli risponde “Tu vai Kunda, ma io sento che devo continuare il mio viaggio da solo in questa notte buia”. Con una lacrima sul viso Kunda dà un ultimo bacio a Lino e corre via verso il treno che la aspetta in lontananza.

Ora Lino era nuovamente solo, nel buio pesto della notte e senza una bussola da seguire. Cosa fare? Dove andare? Tutto ad un tratto Lino si sente smarrito, perso in un mare d’ignoto. Ripensa a Kunda e al fatto che forse la strada migliore sarebbe stata seguirla e riprendere il treno; ripensa al giorno passato ricco di esperienze e di luce; e ora buio, solo buio. Mille fantasmi si accavallano nella testa di Lino che si siede per terra, chiude gli occhi e decide di aspettare l’anestesia del sonno. Ad un tratto quel buio lascia posto ad una luce bianca, candida, fortissima che rischiara la notte buia. Dall’orizzonte spunta la luna, una luna bianca come il latte, che fa svanire tutte le ombre dalla mente di Lino purificando il suo spirito. Lui rimane abbagliato da quella luce bianca che gli tiene compagnia in quella notte come il faro fa con la nave che si avvicina alla costa. 

Alzando lo sguardo oltre la luna, Lino si sorprende nel vedere uno scintillare di migliaia e migliaia di luci argentate, piccole fiammelle di argento vivo che brillano nel cielo nero. Mentre prova a contare quei piccoli bagliori cangianti cade in un sonno profondo.

Tutto tace, Lino è solo nel suo sogno e si ritrova davanti alle mura di un castello medievale. Il ponte levatoio si abbassa e lui entra senza indugiare; camminando nei corridoi del palazzo si ritrova di fronte ad una porta chiusa. Timidamente bussa ma non riceve nessuna risposta, allora appoggia il palmo della sua mano e lentamente spinge la porta in avanti che si apre senza resistere. In quel momento Lino viene abbagliato da una luce fortissima, di un color oro intenso, talmente forte da dover chiudere gli occhi. Da un piccolo pertugio delle sue palpebre passa un filo di luce che gli permette di vedere il posto in cui è entrato, una stanza con un grande cerchio dorato a forma di fiore, lucente come le ali di una fenice. 

Lino apre leggermente gli occhi e si accorge che la luce della stanza del sogno in realtà è un raggio dorato di sole che sta in quel momento nascendo all’orizzonte. 

Si mette seduto a contemplare quell’istante, saluta il sole e riparte per il viaggio di ritorno a casa, anche se ormai ha compreso che la sua casa è dentro di Sè >>.

13 Comments
  1. Thuline 4 settimane ago

    Ok Gianlo, registro le frasi di Kunda con il mio Smartphone, ma la qualità non è super, pero’ immagino che poi puoi sistemarle con qualche programma! 🙂

  2. Thuline 4 settimane ago

    Bello! Mi candido!! La mia voce e’ a disposizione! 🙂

    • Gian Lorenzo 4 settimane ago

      Grande Thuli! Riesci a registrarla e poi a mandarmela?
      Un caro saluto!!
      PS: Andrea (l’ideatore del progetto) prova a fare la parte di Lino. 😀

  3. Gian Lorenzo 4 settimane ago

    Ciao Andrea!
    Ho abbozzato una prova di narrazione per la storia. Non sono un granché come narratore (te ne accorgerai..!) ma magari può suggerirti qualche spunto per l’Ebook che hai in mente. La musica che ho utilizzato è l’apertura del Guglielmo Tell di Rossini (di pubblico dominio): anche questa è solo per dare un’idea del risultato. Si potrebbero anche aggiungere effetti sonori (come ad esempio il procedere del treno, il suono del vento e delle sterpaglie nei campi, le onde del mare) per rendere il tutto ancora più “tridimensionale”, e potremmo trovare qui su Jai dei doppiatori per le voci di Lino e di Kunda, in modo da distinguerle da quella del narratore, che ne pensi?
    Spero ti piaccia! Un caro saluto! 🙂

    • Author
      Andrea 4 settimane ago

      Ciao Gian, la tua versione mi ha emozionato …. grazie mille….. se vuoi mi candido per la voce di Lino 😅

      • Gian Lorenzo 4 settimane ago

        Splendido Andrea!! 🙂 Assolutamente: se riesci, registrala e poi mandamela così la inserisco!!
        Un abbraccio e a presto!

  4. Claudio 6 mesi ago

    Complimenti!
    Leggendola me la sono immaginata illustrata nello stile dell’ illustratore Folon.

  5. Gian Lorenzo 10 mesi ago

    Anch’io ti faccio i miei complimenti, Andrea, trovo sia davvero una bellissima storia. Hai pensato per caso anche alla possibilità di un audio-libro? Te lo chiedo perché, leggendo e rileggendo il racconto, ho immaginato un sound design come commento sonoro ed anche qualche tema musicale (per ora mi è venuto in mente un possibile tema per il treno/viaggio, uno per Lino e uno per Kunda). Ti potrebbe interessare uno sviluppo del genere? Complimenti ancora!

  6. Giulia 10 mesi ago

    https://www.youtube.com/watch?v=Uc5ZL4LmTzg
    Forse sono vibrazioni diverse da quelle del tuo racconto ma secondo me dovresti ascoltare l’album “The Rainbow Children” di Prince..

    • Author
      Andrea 10 mesi ago

      Grazie per il suggerimento Giulia

    • Gian Lorenzo 10 mesi ago

      Uno dei miei album preferiti di Prince, trovo sia meraviglioso.. 🙂

  7. Riccardo 10 mesi ago

    Andrea, credo che tu abbia scritto una storia stupenda!

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