Caratteristiche

Reportage fittizio della giornata tipo di un artista cyborg.

Obiettivi

Pubblico l'idea per semplice condivisione.

Necessità di sviluppo

Bisogno Coefficiente Share & Action
Sviluppare e far crescere il progetto in multi-authoring Alto

Descrizione

Il progetto di “Abele” su cui sto lavorando presenta un reportage fittizio della giornata tipo di un personaggio di fantasia, di nome Abele. Abele è un artista cyborg che vive in una società futuristica. Il luogo ed il tempo non sono specificati. La storia della sua giornata tipo è raccontata attraverso una serie di dieci foto presentate tramite video, con una colonna sonora creata ad hoc.

Il progetto ha l’obiettivo di essere sviluppato in due modi o “livelli“:

  • Livello 1: rappresentazione di una giornata tipo di un artista cyborg.
  • Livello 2: tentativo di creare una sorta di progetto collettivo.

Livello 1

Rappresentazione di una giornata tipo di un artista cyborg in una società in cui esistono androidi che convivono con gli umani.

Fin qui nulla di nuovo.

La storia è raccontata attraverso foto renderizzate. Lo stile, la grana e la composizione delle dieci foto (che probabilmente scorreranno in un video con relativa colonna sonora creata appositamente per il progetto) vogliono sembrare frutto di un finto reportage sulla giornata tipo di questo androide.

L’intervento della computer grafica non sarà preponderante e non avrà lo scopo di stupire lo spettatore. Questa scelta deriva dal fatto che queste dieci composizioni non vogliono essere uno dei soliti virtuosismi che hanno lo scopo di mostrare le meraviglie della computer grafica.

Lo scopo del progetto vuole essere quello di mostrare la vita quotidiana di un manufatto creato dall’uomo (ovvero il cyborg), che a sua volta crea manufatti. Da qui deriva la scelta di dare al personaggio il ruolo di un artista: Abele è pittore e scultore.
Nelle immagini vengono illustrati sia alcuni momenti tipici della sua giornata sia i suoi processi creativi relativi ad un quadro.

Di seguito riporto la galleria delle dieci foto. Le numero 3, 4 e 10 sono ancora da sistemare: le aggiornerò al più presto dopodiché le inserirò qui su Jai.

Ecco una breve spiegazione di ognuna:

  1. Il finto reportage si apre con il protagonista che cammina per strada reggendo una busta plastificata. Appare subito evidente che la sua mano è artificiale ed è danneggiata. Il protagonista percorre una strada che ha il muro ricoperto di sagome di persone. La foto quindi ci rappresenta un manufatto (il cyborg) che passeggia tra altri manufatti (le sagome delle persone). Sulla busta vorrei aggiungere un marchio che rappresenti la ditta che vende i ricambi per gli androidi.
  2. La foto mostra il protagonista nell’atto di sostituzione dell’ avanbraccio danneggiato. La mano nuova è ancora imbustata accanto a lui.
  3. NB: da finire. Abele (il nostro protagonista) sta verificando lo stato del nuovo braccio tramite un software che funziona su un semplice computer.
  4. NBda finire. Abele comincia a dipingere. La sua ispirazione (rappresentata sul pc a lui collegato) sono il suo volto e una maschera che rappresenta ancora il suo volto. C’è una sorta di autoreferenzialità nella sua pittura: dipinge personaggi che alludono a se stesso. Cosa che fanno molti artisti. La suddetta composizione è ancora da ultimare. Il cavo collegato ad uno spinotto sul suo collo gli manda le informazioni relative alle due immagini modello, informazioni che lui rielabora e restituisce nei volti dipinti.
  5. La macchina fotografica riprende da vicino abele che dipinge. Le immagini nella sua mente (artificiale) vengono proiettate sugli occhiali e lui le dipinge. Una sorta di realtà aumentata.
  6. Abele si toglie la parte di pelle che ricopre la testa e osserva la maschera che ha usato come modello. Sullo sfondo c’è il quadro finito che sembra guardarlo. Siamo nel classico gioco di specchi: ognuno dei tre volti è un manufatto. Lo stesso creatore è stato creato, probabilmente dall’uomo. La macchina fotografica inquadra tre manufatti: un robot, una scultura e un quadro. Tutti e tre i manufatti hanno comunque una “anima” proprio perchè c’è in loro il sottile respiro dell’anima del creatore.
  7. A fine giornata abele si ricarica.
  8. Abele si fotografa in una posa vicino ad una statua del robot protagonista di Metropolis. La statua/cimelio è un oggetto che lui ha in casa perchè egli è cultore di un certo tipo di cinema che affronta i temi che hanno ispirato la sua creazione.
  9. Prima di andare a letto Abele si dedica alla lettura. La gamba destra ha la pelle strappata e il piede ha il calzino strappato. Questo ci fa intuire o che lui è un po’ disordinato, o che non ha i soldi per una manutenzione continua del suo corpo.
  10. NBda finire. Abele si addormenta. Il sonno (o fase di standby) gli serve per fare una sorta di scan disk* dei dati elaborati a fine giornata.

*Ho volutamente associato la fase del sonno alla fase di scan disk – e non alla fase di ricarica – perchè è stato provato che il sonno nell’uomo ha lo scopo non tanto di riposare il corpo e fargli riprendere le energie, quanto di rielaborare e ordinare le esperienze vissute durante la giornata. In questo caso il paragone tra il sonno e lo scan disk mi sembra calzante.

Oltre a rappresentare le dieci fasi della giornata dell’androide, nelle foto ci sono anche riferimenti ad un certo immaginario fantascientifico: Philip Dick (foto 9), Hellraiser (foto 6), Tetsuo (foto 7) e Metropolis (foto 8).

Le foto avranno un leggero “cross process” che darà loro un viraggio sul verde acido, perchè inconsciamente il colore verde ci ricorda un ospedale o un laboratorio in cui si fanno ricerche visionarie. Molti film e videogiochi usano l’espediente del cross process per richiamare tale atmosfera.

NB: Il livello 1 è già concluso. Ci sarà un video che mostrerà le dieci foto, con una colonna sonora creata ad hoc e, non appena pronto, lo pubblicherò qui su Jai Guru Deva.

Livello 2

Creare un progetto collettivo per far crescere la storia di Abele.

Per il livello 2 mi piacerebbe proporre qui su Jai un lavoro di sviluppo collettivo: in altre parole, le persone interessate potranno proporre elementi da aggiungere al lavoro a seconda delle loro competenze. Il progetto iniziale quindi si potrà ingrandire a dismisura a seconda degli apporti dei singoli partecipanti.
Immagino per esempio che chi si occupa di scrittura potrà inventarsi una storia della giornata tipo del cyborg; chi si occupa della creazione di siti potrà inventarsi e mettere in rete due o tre pagine di un finto sito appartenente alla multinazionale che produce e ripara i cyborg; chi si occupa di ingegneria potrà inventarsi un finto progetto relativo ai robots; chi si occupa di fumetti potrà inventarsi una storia disegnata sul personaggio di Abele; e così via.
In pratica chiunque trovi interessante l’idea dell’artista-androide potrà dare il suo contributo per far crescere l’idea iniziale e creare un lavoro collettivo in cui ognuno firmerà il proprio intervento. Ognuno può gestire il proprio contributo in totale libertà: l’importante è che si mantenga coerenza e qualità. E che ci divertiamo! 🙂

NB: Per proporre gli interventi, possiamo creare un gruppo di lavoro direttamente qui su Jai, in modo da essere poi tutti aggiornati su ogni sviluppo. Chiunque sia interessato, mi scriva pure qui (o tramite commento da lasciare su questa pagina, o tramite messaggio privato)

Un’ultima cosa. Abele, l’amico che si è prestato al gioco, è realmente un artista e il quadro rappresentato è stato dipinto da lui, la qual cosa ci dà un terzo livello di lettura: e cioè che le dieci composizioni sono una sorta di installazione che rappresenta la giornata trasfigurata del vero Abele artista.

13 Commenti
  1. Margherita 5 anni fa

    Che bello questo racconto che passa di mano in mano!

  2. Author
    Antonio 5 anni fa

    bello! mi piace il fatto che il loro incontro sia una specie di sogno.
    mi piaccioo anche i caratteri.lei è più impulsiva e disorientata;lui più deciso.
    mi piace anche come finisce.

    bello..!

  3. Author
    Antonio 5 anni fa

    grazie…!!!!!!!!!!!!!!!!
    guardo con calma e ti dico.

  4. Marika 5 anni fa

    Ciao Antonio, ecco il primo capitolo che ho sviluppato. L’ho scritto in forma di prosa, perché è il modo che mi riesce meglio. Ho cercato di mantenere tutti gli elementi di Abele che hai indicato aggiungendo, come ti dicevo, la figura di Eloise. E’ solo il primo capitolo. Dimmi tu cosa te ne pare. Se ti piace, proseguo con il resto. Ciao, M

  5. Author
    Antonio 5 anni fa

    postalo pure pubblicamente.
    grazie…!

  6. Marika 5 anni fa

    Antonio ciao. Ho quasi pronta la storia. Perdona i tempi ma riesco a dedicarmi a questo solo nei buchi di tempo libero. Ti va bene se la pubblicherò in quest’area dei commenti come allegato pubblico? Oppure preferisci che te la mandi in privato? Ciao.

  7. Marika 5 anni fa

    Una storia molto affascinante. A me piacerebbe scoprire anche la reazione di Abele nei confronti di una donna completamente umana che si innamora di lui. Troppo scontato?

    • Author
      Antonio 5 anni fa

      non è scontato.anzi ti dico una altra cosa.se tu hai idee a proposito,proponi pure.
      il concetto principale di questo lavoro che ho pubblicato è che ognuno può dare un suo contributo per farlo crescere.puoi inventare tu una storia;puoi abbozzare un fumetto,e così via.a seconda delle tue capacità e dell’interesse che può suscitare in te il lavoro.

      grazie dell’intervento!

      • Marika 5 anni fa

        Va bene, ci provo. Poi te lo mando qui su Jai Guru Deva. Lo scriverò come un racconto. Spero di riuscire a centrare il tema, mi dirai poi tu se ci sarò riuscita.

        • Author
          Antonio 5 anni fa

          il cincetto è proprio che il progetto si evolve grazie all’apporto di chi è interessato a dare il suo contributo,quindi ben vengano iniziative come la tua…!!!

  8. Author
    Antonio 5 anni fa

    mi hai fatto ricordare i suoi che emetteva il vecchio modem.mi pare ci abbiano fatto anche una piccola composizione con quei suoni.interessante…

  9. Gian Lorenzo 5 anni fa

    Trovo sia davvero uno splendido progetto: la storia mi ha ispirato e la possibilità di contribuire alla sua crescita mi galvanizza..!! Ho in mente qualcosina per la fase sogno: la metto in prosa e poi la inserisco come contributo di sviluppo per l’idea! E mi sono venute in mente anche delle musiche, che giocano attorno ad un corpo ritmico composto da scariche elettriche di alta frequenza (se non è granché chiaro a parole, spero lo sarà tramite l’audio!). Grazie mille @Antonio per lo splendido stimolo! 🙂

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