Caratteristiche

Raccolta di "rumori fuori scena".

Obiettivi

Pubblico l'idea per semplice condivisione.

Necessità di sviluppo

Bisogno Coefficiente Share & Action
Ancora da scoprire Alto

Descrizione

Precisazione: l’idea è più propriamente un ampliamento di un’esperienza personale che mi sembrava interessante condividere. Non so esattamente quale possa esserne l’uso e l’abuso potenziale.

Presentazione: Nel linguaggio teatrale i “rumori fuori scena” sono, per l’appunto, tutti quei rumori che avvengono al di fuori della centralità della scena ma essenziali allo svolgimento della medesima.

Ugualmente, ciascuno di noi, nella sua scena del quotidiano è circondato da rumori che caratterizzano azioni, reazioni e sensazioni di ogni frammento di tempo e spazio che attraversiamo.

L’epoca corrente (camminante o paralizzante, che dir si voglia), quella dei social, è molto concentrata sul soggetto: soggetto pensante e vedente.

Il selfie può tornare utile come metafora.

Nel selfie siamo in primo piano ma in un contesto assente, rarefatto e sempre limitato. Siamo al centro di un’attenzione che è autoreferenziale. Siamo soggetti di un’attenzione e non oggetto di attenzione. Noi causiamo l’attenzione su di noi e non siamo causa dell’attenzione su altro. Ci illudiamo di essere noi la causa/effetto di quello che siamo e facciamo, perdendo di vista la scena e – in tempi decisamente visuali – i rumori fuori scena.

Ho incominciato a registrare i rumori di quello che mi sta intorno in determinati momenti della giornata.

Rumori di quotidianità in spazi pubblici. Rumori che possano essere familiari a chiunque.

Cinque minuti a registrazione.

Esempio: metropolitana Buenos Aires, primo pomeriggio; caffè La Plata tarda mattinata; etc. (al momento vivo in Argentina).

Non so esattamente la funzionalità ma ipotizzavo di coinvolgere Jai Guru Deva al fine di mettere in piedi un archivio  di rumori al quale ricorrere per le ragioni più impensate: nostalgie improvvise, professionisti in cerca di effetti particolari, varie ed eventuali.

Una colonna sonora dove per colonna si faccia riferimento all’elemento architettonico: struttura essenziale e portante della nostra scena quotidiana.

5 Commenti
  1. Author
    Dario 4 anni fa

    Altro spunto interessante: si potrebbe pensare alla creazione di “romanzi sonori”… Mischiando rumori del quotidiano e suggestioni interiori… Si potrebbe incominciare con un esperimento tipo “Una giornata”, Chissà che non si possa aggiungere anche una voce ogni tanto…

  2. Jai News 4 anni fa

    Ciao Dario!
    Ci proponiamo per lo sviluppo: ti manderemo presto alcune proposte di possibili necessità per procedere, così potremo valutare insieme nel dettaglio.
    Un saluto e a presto!

  3. Author
    Dario 4 anni fa

    Il tuo commento offre ulteriori seducenti possibilità. Dipinti sonori. Niente male come prospettiva. 😉

  4. Gian Lorenzo 4 anni fa

    Mi piace tantissimo il concept: immagino quei suoni “catturati” in parti diverse del mondo, riecheggianti situazioni tra le più disparate, che potrebbero poi essere “mescolati” tra di loro, un po’ come i colori di una tavolozza per i quadri… Una specie di materiale d’archivio per “dipinti sonori”, capisci cosa intendo?
    Ad esempio: il suono della città di Tokio (suono 1, preso da te) che si fonde con il suono di un bimbo che passa in bici (suono 2, preso da me) mentre passa una coppia che scherza e ride (suono 3, preso da un altro lui o un’altra lei).
    E chi partecipa diventerebbe un “soundbuster”, o “pittore del suono”..!!! Who you gonna call?! 🙂
    Trovo sia un’idea splendida!

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