Caratteristiche

Collezione fotografica di soggetti felini.

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Descrizione

“La città dei gatti e la città degli uomini stanno l’una dentro l’altra, ma non sono la medesima città.” (Tratto da “II giardino dei gatti ostinati”, di Italo Calvino)

Ogni opera della serie Conservazione della Specie di Anna Mainenti racconta del difficile rapporto tra umano e felino, del desiderio errato di farne proprietà, della “domesticazione” e del lungo processo svolto dall’uomo nel rendere domestica una specie selvatica, del suo porsi etico. L’apparente contraddizione del chiudere in un barattolo di vetro il proprio gatto, quasi a sancirne la dominanza umana, non serve ad altro che accentuare il conflitto presente nell’uomo nel tema dell’addomesticamento animale. Il vetro dei barattoli diventa una lente ulteriore, è uno sguardo “attraverso” quello della giovane fotografa veronese, attento al rapporto dell’uomo quando si mette in relazione ad altri esseri,. E’ la rappresentazione e l’indagine di quella barriera, di quel limite sottile tra rispetto/amore e potere/dominanza, un margine spesso poco definito e permeabile, tra mondo umano e animale, tra tecnologia e natura. Ogni scatto un racconto, e così i gatti sotto vetro di A.M. ci guardano attraverso questa realtà inventata, simboli di un amore che sfugge e che può far male. E come l’amore è un mondo, quello animale,  che non ha bisogno di forzature o costrizioni.

Testo a cura di Renza Mara Calabrese.

3 Commenti
  1. Marika 6 anni fa

    Non vorrei mai vederli trattati così, anche se so bene che purtroppo capita anche di peggio.. È un progetto molto toccante.

    • Author
      Anna Heidi 6 anni fa

      non vederlo solo in chiave negativa, è espressione anche di amore e desiderio di non perdere mai la loro presenza nelle nostre vite.

      • Marika 6 anni fa

        Per me la libertà non ha prezzo e non deve essere limitata a nessuno. Gli animali ci insegnano un sacco di cose, io credo di aver imparato ad essere madre osservando proprio una gatta: non avevo ancora figli quando, un giorno, ho osservato un micino che tentava di salire una scala con sforzi immensi; si arrampicava ad un gradino, spingeva il suo corpo all’insù con tutte le energie che aveva nelle zampine ma per ogni tentativo riuscito, almeno altri 10 erano fallimenti; la sua mamma gli era affianco, pronta a proteggerlo in caso di franata all’indietro, però la fatica l’ha fatta tutta il micino, lei non l’ha mai spinto in su. Eppure è rimasta lì presente fino alla fine.
        Quando sono diventata mamma, ho cercato di fare la stessa cosa con i miei figli.
        Io ho dei gatti che certo mi danno affetto e amore, ma se vogliono andare via è giusto che vadano. E quando tornano, se io ci sarò ancora, continueremo a scalare insieme altri gradini.

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