Caratteristiche

Nuovo parametro valutativo per la scuola dell’obbligo.

Obiettivi

Pubblico l'idea per semplice condivisione.

Necessità di sviluppo

Bisogno Coefficiente Share & Action
Trovare insegnanti con cui perfezionare il progetto. Alto

Descrizione

La proposta che avanzo intende suggerire un nuovo parametro valutativo a disposizione di maestri e professori della scuola dell’obbligo ed oltre. Questo parametro può essere adottato per qualsiasi materia scolastica o disciplina accademica e può essere utilizzato in qualsiasi valutazione di giudizio, sia di tipo orale sia di tipo scritto.

Vediamo di cosa si tratta.

Classe 1Fino ad oggi, lo studente sottoposto ad interrogazione o verifica é stato valutato secondo parametri specifici, riguardanti il grado di preparazione raggiunto, quali: proprietà di linguaggio e capacità di esposizione; proprietà di analisi, di sintesi e di critica; comprensione della materia in oggetto (sia essa un testo letterario oppure un assioma matematico); rielaborazione personale dei contenuti; sviluppo semantico interdisciplinare; e così via.

Questi parametri (talora insieme ad altri) formano il “voto” complessivo attribuito all’esito della prova dello studente. Quando opportunamente composto, il voto rappresenta alquanto verosimilmente il grado di competenza raggiunto dall’allievo ed è, per questi, un “metro” di confronto utile a comprendere l’efficacia o l’inefficacia del proprio metodo di studio.

Classe 2Tra i tanti (che pur non sono infiniti) parametri di valutazione che ho conosciuto nella mia esperienza di studentessa e, ora, di insegnante, mai mi è capitato di essere valutata per, nè che mi venisse richiesto di valutare, il livello di intraprendenza cognitiva raggiunto durante il percorso formativo. Per “intraprendenza cognitiva” intendo l’agire indipendente e propositivo dello studente, menato in forma alquanto – se non del tutto – solitaria, in coppia esclusiva con la materia di indagine e la propria unica capacità di proposizione e risoluzione. In altre parole, l’intraprendenza cognitiva è un’attività accademica richiesta allo studente al fine di stimolarlo al raggiungimento di conclusioni disciplinari inedite, proprie e personali, conseguenti allo studio e all’approfondimento condotto per propria iniziativa della materia in oggetto (sia essa storia, matematica, letteratura, scienze o altra).

Il grado di intraprendenza cognitiva dello studente verrà anch’esso rendicontato e valutato insieme agli altri parametri di valutazione ed avrà, in questo modo, una quota percentuale significativa per la composizione del voto.

In questo modo, gli studenti comprenderanno l’opportunità e, anche, la necessità di “metterci del proprio”, per riuscire meglio nel loro mestiere, e di intraprendere percorsi di sviluppo cognitivo anche quando non indicati dagli insegnanti (anche se, chiaramente, sotto la loro supervisione).

Viceversa, gli insegnanti possono avvantaggiarsi delle proposte intraprendenti degli studenti e, all’occorrenza, arricchire il curriculum della materia aggiungendo (a mo’ di dispensa o di allegati) le “scoperte” dei ragazzi.

11 Commenti
  1. Giulia Lucchesi 2 anni fa
    • Author
      Silvia 2 anni fa

      Grazie Giulia, molto interessante, darò presto un’occhiata. Silvia

  2. Giulia Lucchesi 2 anni fa

    In questa lista di soft skills, ormai riconosciute a livello internazionale, c’è dentro anche ciò che concerne l’intraprendenza cognitiva. La teoria c’è tutta…

  3. Erica 3 anni fa

    Credo sia una buona idea, che avrebbe senso riprendere ed affrontare con l’apporto concreto di tutto quello che è il frame cognitivo nelle attuali teorie dell’apprendimento (soprattutto estere). Sfruttare le potenzialità didattiche offerte dalla comprensione dei meccanismi cognitivi sottesi all’apprendimento, porta alla ridefinizione della didattica da un lato e del metro di valutazione della stessa dall’altro e questo sì che, concretamente, è qualcosa di “producibile” e che può essere proposto ed adottato! 🙂

    • Author
      Silvia 3 anni fa

      Ciao Erika, grazie! Sei anche tu insegnante?

  4. Marika 6 anni fa

    Ho molti dubbi che a livello ministeriale si possa adottare questo nuovo parametro, se non per facciata. Però nulla impedisce, per lo meno a quella parte del corpo docente che fa questo lavoro con passione vera, perché ci crede, di adottare parametri come questo per far crescere i ragazzi con sempre più stimoli di intraprendenza personale ed emancipazione, sicuramente molto arricchenti.

  5. Gian Lorenzo 6 anni fa

    Trovo sia davvero una splendida idea! Mi sembra anche un ottimo presupposto per rendere la scuola dell’obbligo un po’ più “laboratorio” di idee e un po’ meno “ripetitoio” di nozioni. Secondo me è urgente e necessario che la scuola sviluppi strategie di ammodernamento ed implementazione del sistema educativo, tipo questa, in modo che gli studenti vengano sempre più e sempre meglio supportati nella formazione compiuta del loro unico e prezioso potenziale. Spero la tua idea accolga i favori ed i pareri di tanti insegnanti, tanti addetti ai lavori ed anche tanti semplici curiosi, in modo che si sparga la voce diffusamente e che, eventualmente, si possa proporre l’introduzione di questo parametro alle Autorità competenti. Grazie dello stimolo! 🙂

    • Mariella 6 anni fa

      L’idea è giusta e alcuni insegnanti , pur non valutando con un voto palese questa capacità, ne tengono già conto. A volte la si chiama partecipazione attiva, altre volte collaborazione con l’insegnante, ma purtroppo non esiste una voce “ufficiale” che tenga conto di questo aspetto. Il mio parere è che gli insegnanti che fanno questo lavoro con passione e credono nelle capacità dei loro allievi applicano questo parametro nelle loro valutazioni, ma ho molti dubbi che a livello ministeriale questo possa un giorno entrare a far parte dei criteri di valutazione già noti. Forse sono pessimista….ma mi sembra che la volontà politica e l’ignoranza paurosa dei nostri ministri ( dal verbo ignorare se volete…) tendano piuttosto a un livellamento verso il basso della cultura dei nostri studenti. Conviene a questi signori che il livello culturale generale progredisca verso l’alto??? Io dico di no….e voi?

      • Author
        Silvia 6 anni fa

        È vero, non sarà forse nell’interesse dei nostri politici applicare principi valutativi di questo genere, ma non possiamo sempre aspettare che le buone norme cadano dall’alto. Mi sembra un po’ una scusa insomma puntare ogni volta il dito contro il ministero o i piani alti (è una provocazione! non te la prendere nè!) La scuola è pubblica! A farla sono le persone che ci lavorano dentro e secondo me il problema, ancora prima dei ministero, sono i numerosi insegnanti (conosciuti di persona!) che non accetterebbero MAI di imparare dai propri studenti, non ammetterebbero MAI di aver sbagliato, non si ‘abbasserebbero’ MAI ad ascoltare le idee di chi ha forse meno esperienza, ma che ha comunque molto da dire e dare! Non sei d’accordo, Mariella, che i prof di cui parli sopra sono ancora troppo pochi?

      • Gian Lorenzo 6 anni fa

        Poni davvero un bel dilemma, Mariella: “Conviene a questi signori che il livello culturale generale progredisca verso l’alto???”. Se i “signori” di cui parli sono quelli immersi nell’ignoranza, il rigor di logica dovrebbe suggerire una risposta gaiamente positiva: un bel “Sì!”. Perché se il livello culturale generale progredisse, anche loro ne trarrebbero vantaggio e potrebbero emergere dalla stagnazione di cui sono preda e vittime. E se, malauguratamente, lor signori opponessero resistenza all’innalzamento del livello culturale e, come dice Silvia, preferissero non accettare MAI di imparare.. beh, in un ambiente culturale sano si auto-estrometterebbero da soli, perché per sua natura quell’ambiente non può accettare involuzioni né trionfi o consolidamenti della sua antitesi (cioè l’ignoranza). Se ciò accade, dunque, è perché l’ambiente culturale si è indebolito, al punto da apparir quasi privo di proprie “difese immunitarie”. Eppure, come dici tu, mentre il medico tarda a prescrivere la cura più opportuna, tanti valorosi appassionati SONO essi stessi ogni giorno la difesa più efficace. Purtroppo ad ora sono forse in minoranza. Ma quando diventeranno maggioranza (e, presto o tardi, ciò avverrà), allora il medico svestirà i panni del despota per ricalzare quelli del saggio consigliere..! You may say I’m a dreamer..!! 🙂

    • Dario 4 anni fa

      Un’altra bellissima idea. La scuola, così com’è, mortifica l’iniziativa e educa alla ricezione passiva e nozionistica di contenuti preconfezionati.

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