Caratteristiche

Programma di aggiornamento della Scuola.

Obiettivi

Pubblico l'idea per semplice condivisione.

Necessità di sviluppo

Bisogno Coefficiente Share & Action
Collaborare con professori, studenti e genitori per la definizione del programma. Alto

Descrizione

Per esser certi di avere una società in salute, sappiamo bene di dover puntare sull’educazione e sulla scuola. Sì, ma: questo cosa significa? A cosa serve, in realtà, la scuola?

Negli ultimi 150 anni di storia circa, ovvero a partire dal periodo dell’industrializzazione del XIX secolo, non c’è dubbio che la scuola sia stata considerata un’istituzione sociale pressoché al servizio dell’economia e dell’industria e subordinata ad esse: quando il mercato richiedeva un certo quantitativo di ingegneri e di contabili, allora la scuola si attivava per formarli; viceversa, quando il mercato riteneva di non aver necessità di ballerini e di fornai, la scuola trascurava l’insegnamento di quelle discipline e lo affidava disinteressatamente alla dimensione hobbistica. Dunque, l’andamento dell’industria e dell’economia ha influenzato enormemente i programmi di studio e di formazione, subordinandoli alle proprie necessità. E così è tutt’ora.

Per questo, alla domanda “A cosa serve la scuola?”, potremmo rispondere: “A formare forza-lavoro in grado di assecondare le necessità espresse in un dato momento dall’industria e dall’economia di un certo luogo”. Ed effettivamente, questo spiegherebbe il perché si siano prodotti programmi di formazione tendenzialmente omologatirigiditeorici e nozionistici, che hanno privilegiato una “gerarchia” di discipline considerate più importanti perché così richiedeva il mercato in un dato luogo e in un dato momento.

Anche oggi studiamo in prevalenza ciò che il Scuola/Economiamercato ci richiede di studiare e non ciò per cui riteniamo essere portati. E ciò avviene proprio per il rapporto di subordinazione della scuola rispetto al mercato. Se lo studio delle scienze matematiche pare dare maggiori garanzie di futuro impiego rispetto allo studio delle scienze motorie applicate – ad esempio – alla danza, è probabile che stimoleremo i nostri bambini a studiare regolarmente/obbligatoriamente matematica (per applicarla professionalmente più o meno tra vent’anni) e, nel frattempo, se sussistono le condizioni, magari gli faremo frequentare corsi di ballo come svago nel tempo libero. Ma ci conviene? Conviene all’economia servirsi di professionisti che in prevalenza sono stati educati a non scoprire i propri interessi ma ad assecondare quelli altrui? Se un individuo è portato al ballo, e se il ballo è un’attività che può contribuire al benessere sociale, culturale ed economico della collettività (chi lo mette in dubbio?), perché non consentire a quell’individuo di formarsi e di specializzarsi principalmente in quella disciplina? Non sarebbe più conveniente permettere allo studente, a qualsiasi studente, di comprendere appieno il proprio valore, il proprio unico potenziale, ed aiutarlo a metterlo a frutto per il benessere proprio e per il benessere collettivo?

Secondo me, perché ciò sia possibile (e visti i tempi di epocale cambiamento socio-tecno-economico, sono sicuro non solo che sia possibile, ma che sia anche necessario ed urgente) il rapporto scuola-lavoro deve trasformarsi da un rapporto di subordinazione ad un rapporto di complementarietà e le scuole devono ammodernare (direi addirittura “rivoluzionare”) il modo in cui si prendono cura dell’educazione degli studenti. In che modo?! Ho una proposta: si chiama “Stoykayons“. Vediamo di cosa si tratta.

Gli Stoykayons: Laboratori di cultura

Vittra School 1

Gli Stoykayons sono ambienti di apprendimento e di produzione culturale che si presentano come una sorta di moderne biblioteche, altamente tecnologiche. Il nome deriva dal termine greco stoicheion (στοιχεῖον), che significa “principio” e “componente minimo”, che utilizzò nel VI secolo a.C. Anassimene di Mileto per definire i quattro elementi o “regni” del cosmo che forgiano l’essenza di ogni cosa esistente, ovvero: AcquaAriaFuoco e Terra.

Gli Stoykayons sono accessibili a studenti di ogni ordine e grado e si presentano come strutture-laboratorio dedicate allo studio e al praticantato, all’interno delle quali gli studenti vengono accolti per approfondire discipline e materie di loro interesse. L’ambiente è suddiviso in 4 grandi Aree-Programma ed offre materiale interattivo e multimediale in ogni ambito dello scibile disponibile, nonché tutori altamente qualificati che si dedicano alla cura ed al supporto degli studenti.

Le Aree-Programma suddivise per i quattro elementi

Le Aree-Programma sono gli ambienti entro cui gli studenti acquisiscono conoscenze e competenze: sono organizzate in quattro gruppi di discipline ed ogni gruppo corrisponde ad uno dei quattro elementi descritti da Anassimene di Mileto, ovvero:

  1. Area-Programma Acqua
  2. Area-Programma Aria
  3. Area-Programma Terra
  4. Area-Programma Fuoco

Le discipline vengono raggruppate in base alla pertinenza delle varie materie scolastiche ad uno o più elementi. Ad esempio:

  • I 4 elementil’Area-Programma Acqua può comprendere Nautica, Ecologia, Meteorologia, Alimentazione, Idraulica, Salute, Architettura, Ingegneria
    Navale, Sport, Metalmeccanica, Genetica, Ittiologia, Chimica, Fisica, Salute ed altre
  • l’Area-Programma Aria può comprendere Aeronautica, Musica, Comunicazione, Sport, Ornitologia, Chimica, Fisica, Salute
  • l’Area-Programma Terra può comprendere Agricoltura, Gastronomia, Botanica, Faunistica, Ecologia, Architettura, Ingegneria, Archeologia, Medicina, Sport, Genetica, Zoologia, Chimica, Fisica, Letteratura
  • l’Area-Programma Fuoco può comprendere tutte le materie che studiano il Riscaldamento, la Combustione, la Propulsione e simili.

All’inizio di ogni trimestre – in periodi definiti di “orientamento“, della durata di una settimana – i tutori introducono gli studenti all’interno delle quattro Aree-Programma e presentano i gruppi di discipline, mostrando per ognuna le competenze e le conoscenze che gli studenti acquisiranno durante il percorso formativo. Una volta scelte autonomamente le Aree da seguire, gli studenti le presentano ai tutori i quali, a seconda del livello di tutoraggio, assistono gli allievi assecondando le aspirazioni ed accompagnandoli lungo il percorso di apprendimento. Infine, al termine del trimestre, gli allievi mostrano le competenze acquisite realizzando un prodotto fisico oppure intellettuale di proprio concepimento, che possono sviluppare individualmente oppure in gruppo.

I Livelli: dalle classi di età alle classi di interesse

Vittra School 2A seconda delle fasce di età, gli allievi avranno a disposizione un tutoraggio di tipo specifico:

  1. Fascia 6 – 9 anni: Beginner 
  2. Fascia 10 – 12 anni: Intermediate
  3. Fascia 13 – 17 anni: Advanced
  4. Fascia 18 – 25 anni: Specialized

Gli allievi delle diverse fascie di età condividono insieme gli stessi ambienti di apprendimento: in questo modo, i raggruppamenti non avvengono più per età, bensì vengono sostituiti da raggruppamenti definiti in base agli interessi. Gli studenti possono così sviluppare un maggior senso di integrazione, di valorizzazione e di cura proprio a causa delle differenze di età, abituandosi a riconoscere il valore dell’esperienza, la responsabilità dei ruoli “guida” e l’importanza delle dinamiche di squadra, comprendendo il proprio ruolo all’interno di essa.

Per i livelli Beginner ed Intermediate, gli Stoykayons prevedono un’attività di tutoraggio più assidua rispetto ai livelli Advanced e Specialized, in modo da garantire agli studenti con meno esperienza tutto il supporto necessario a far comprendere loro come organizzare il proprio tempo nel modo più costruttivo e proficuo possibile. Oltre ai tutori, anche agli studenti più esperti è richiesto di prestare assistenza agli studenti più giovani del loro stesso livello, in modo da stimolare i ragazzi allo spirito di collaborazione, solidarietà e tolleranza (ad esempio: nel livello Beginner, gli studenti di 9 anni supportano gli studenti di 6 durante i primi due trimestri di avvio).

Ciò nonostante, tutti i livelli di apprendimento sono organizzati in modo tale da consentire ad ogni studente di sviluppare la propria ragion critica e la propria creatività nella maniera più autonoma e spontanea possibile, affinché anche a partire dai primissimi momenti di apprendimento vengano stimolati ad assumersi responsabilità.

I Trimestri: uno per ogni stagione

Vittra School 3Gli Stoykayons sono aperti tutto l’anno e i corsi vengono raggruppati in 4 trimestri, corrispondenti ai periodi stagionali dell’anno solare:

  1. Trimestre Autunno (Fall): dal 21 Settembre al 20 Dicembre
  2. Trimestre Inverno (Winter): dal 21 Dicembre al 20 Marzo
  3. Trimestre Primavera (Spring): dal 21 Marzo al 20 Giugno
  4. Trimestre Estate (Summer): dal 21 Giugno al 20 Settembre

Invece di interrompere il percorso scolastico in tre grossi periodi di vacanza (Natale, Pasqua ed Estate), gli Stoykayons sospendono le attività per periodi più ridotti ma più frequenti durante l’anno: in questo modo, già a partire dall’esperienza scolastica, gli studenti possono abituarsi ad un’organizzazione del tempo più simile a quella che vivranno successivamente in età adulta ed in ambito professionale.

Tuttavia, nei periodo di break le uniche attività sospese sono quelle di tutoraggio, mentre gli ambienti ed il materiale interattivo resta comunque a disposizione degli studenti che possono, così, continuare a frequentare gli stoykayons come fossero ambienti di studio ed approfondimento simili alle attuali biblioteche.

Gli strumenti di apprendimento

Vittra School 4Gli Stoykayons hanno l’obiettivo di rendere l’apprendimento un’attività estremamente coinvolgente ed interattiva: per questo motivo, utilizzano materiale tecnologicamente avanzato sia per lo studio sia per l’applicazione, affiancando ai tradizionali libri di testo e alle schede di esercizio e di esame in supporto cartaceo tablets digitali e personal computers.

Gli Stoykayons possono telecomunicare al proprio interno con sistema Intranet, in modo da facilitare l’accesso alle informazioni sia per gli studenti sia per i tutori ed in modo da garantire la sicurezza della navigazione.

Differenti Stoykayons, inoltre, presenti in diverse aree geografiche, possono comunicare tra di loro condividendo sia il materiale didattico sia la produzione culturale degli studenti: scambiando dati ed esperienze, gli studenti ed i tutori possono confrontare i percorsi ed i risultati ottenuti presso i rispettivi Stoykayons, creando un network di relazioni comunicative con l’obiettivo di ampliare gli orizzonti di conoscenza su una scala sempre più globale e di stimolare alla collaborazione attiva degli studenti in progetti sviluppati in aree geografiche distanti ma interconnesse e comunicanti attraverso la rete.

Obiettivi

Ho pubblicato questa idea che da tempo tenevo nel “cassetto” su Jai Guru Deva nella speranza di trovare altri Creativi che credano al progetto “Stoykayons” e di collaborare insieme per migliorarlo, svilupparlo e poi metterlo in pratica.

Necessità

Gli aspetti che ritengo siano da valutare con maggior attenzione in questa fase di progettazione sono:

1) definire tutte le discipline per ogni elemento/Area-programma (acqua, aria, fuoco, terra);

2) definire il materiale didattico per tutti i livelli;

3) definire il ruolo dei tutors e le loro competenze richieste;

4) definire l’organizzazione degli spazi degli Stoykayons (architettura e interiors);

5) organizzare i momenti di “Orientation“, per la presentazione delle Aree-programma;

6) organizzare i momenti di dimostrazione delle competenze acquisite;

7) valutare gli obblighi di frequenza ed i breaks festivi.

Per il momento, tralascio l’indagine sui costi che si potrà effettuare successivamente.

Esempi

Può essere utile considerare alcuni esempi di scuole che già applicano sistemi non tradizionali di educazione, molto simili a quelli proposti per gli Stoykayons. Alcune di loro sono attive anche da diversi decenni e dimostrano che ammodernare il sistema scolastico, mettendo al centro la valorizzazione del potenziale unico di ogni singolo studente, porta davvero a risultati eccezionali sia in termini di realizzazione personale sia in termini di armonia interrelazionale (dove per relazione si intende sia il rapporto tra individuo ed individuo sia il rapporto tra individuo ed ambiente).  Trarre spunti dalle loro esperienze può aiutare a conformare gli Stoykayons ancora meglio.

Il primo esempio che mi viene in mente è la Green School di Bali:

Il secondo, è la Summerhill School in Inghilterra:

Sono solo alcune delle tantissime realtà che già operano in questo senso (cito anche la Vittra School in Svezia, da cui ho tratto le foto pubblicate sopra, davvero all’avanguardia) e sul web si può trovare tantissimo materiale utile ad approfondire.

Per ora è tutto! Grazie per aver letto fino a qui e se volete contribuire a migliorare il progetto degli Stoykayons, pubblicate pure tutte le vostre proposte qui! 🙂

8 Commenti
  1. Dario 4 anni fa

    Sì, certamente. Attualmente ho problemi di tempo ma appena trovo uno spiraglio lo farò.

  2. Author
    Gian Lorenzo 4 anni fa

    Dario: potresti proporla come idea di progetto qui su Jai, così possiamo coinvolgere altri professori ed insegnanti e conoscere la loro impressione a riguardo. Cosa ne dici?

  3. Silvia 4 anni fa

    Davvero interessante! Io ho una prima liceo e potrei adattare l’idea al mio programma. Tra poco affronteremo il tema del racconto breve (short story) e potremmo inserire qualcosa di più contemporaneo oltre ai grandi classici. ..Grazie ancora per il tuo contributo.

  4. Dario 4 anni fa

    Un altro aspetto che ho avuto modo di osservare, durante il lavoro quotidiano in classe, è la tendenza dei ragazzi ad avere una visione pessimistica e disincantata del tempo in cui vivono. Come se tutte le grandi idee e i grandi personaggi appartenessero ad epoche ormai definitivamente passate. Ho constatato che ci sono una serie di fattori che producono questa conseguenza. Il primo è quello più evidente: i programmi sono vecchi e non interagiscono in maniera dinamica e stimolante con la loro realtà (per quanto ci si possa provare a stimolarli con parallelismi, la distanza socioculturale tra un secolo e un altro è difficilmente colmabile). Il secondo è più subdolo: i ragazzi sono convinti che su internet passi tutta l’informazione possibile e immaginabile e non li sfiora il sospetto che le notizie su internet subiscano filtri di consenso e che alcune informazioni bisogna cercarsele. Per esemplificare in maniera chiara: leggendo alcuni temi (violenza e non violenza nel ‘900) emergeva la costante che uomini come Martin Luther King o Gandhi non ci fossero più e che ce ne sarebbe un gran bisogno. Di uomini e di idee. Questo episodio mi ha fatto riflettere: come è possibile che ci sia tanta scettica arrendevolezza in ragazzi di diciassette anni? Quando ho mostrato loro la vita, la storia e l’idea di Muhammad Yunus, l’inventore del “microcredito”, un uomo e un’idea di questo tempo, ne sono rimasti entusiasti. Da questa esperienza è nata l’idea di un progetto che per il momento ha un nome orribile: “Attualizzazione del programma” e che consiste nell’affiancare al programma convenzionale, la presentazione di personaggi e idee che si muovono nella contemporaneità.

    • Silvia 4 anni fa

      È interessantissima la tua idea di attualizzazione, Dario, la stai già mettendo in pratica? Se sì, riesci a far conciliare i nuovi contributi con il programma convenzionale (soprattutto in termini di organizzazione delle lezioni)? Anch’io sono un’insegnante (di Inglese, in Piemonte) e penso che stimolare i ragazzi con esempi di personaggi e di idee recenti e contemporanee sia una strategia vincente, perché li aiuta a comprendere che per eccellere non bisogna andare indietro nel tempo, ma che anzi è una possibilità ancora attuale. Grazie per lo stimolo! Ciao!

      • Dario 4 anni fa

        Grazie Silvia. Si tratta di un progetto che vorrei far partire dal prossimo anno. Lavoro in una scuola italiana a La Plata e, per prossimo anno, s’intende Marzo (a dicembre finisce). La difficoltà è proprio quella di conciliare il programma ministeriale con l’inserimento di questa proposta. La bozza del progetto prevede di dedicargli due settimane a semestre. Durante la prima settimana, il professore presenta vari personaggi, idee, movimenti “contemporanei” (importante una connessione con il programma di riferimento affinché non si abbandoni del tutto, e per sei settimane in un anno, il programma. Esempio: io che sono un professore di lettere e storia potrei, partendo dalla spiegazione della poesia provenzale, avvicinare i ragazzi alla conoscenza della poesia performativa, di quella che si chiama “Slam Poetry”). Alla fine di ogni settimana, gruppi di ragazzi sceglieranno il personaggio, l’idea e il movimento che li ha maggiormente interessati e, nella settimana successiva, presenteranno il loro lavoro di approfondimento dando la preferenza a strumenti non convenzionali ma dinamici (power point, recitazione, video). Potrebbe essere un lavoro interessante da fare o nell’ultimo anno delle superiori o nel penultimo, avendo come obiettivo quello di trovare un tema per la tesina stimolante.Tutte le nuove proposte potrebbero trasformarsi in eventuali temi intorno ai quali trovare i vari collegamenti multidisciplinari.

  5. Dario 4 anni fa

    Condivido in gran parte. Il rapporto tra scuola e potere dominante è evidente. Non si tratta, secondo me, solo di una questione di mercato ma della volontà autoritaria di riprodurre un conformismo di aspirazioni e rispetto delle gerarchie che permetteranno la replicazione dei medesimi rapporti di potere. La scuola, come già formulava Foucault, è pensata (sia come architettura che come organizzazione) come un carcere e/o caserma. Irretire la creatività e l’individualità del ragazzino è, ahimè, una delle prime conseguenze. Valutazioni, note, interrogazioni, registri, elenchi, sospensioni, tutte le pratiche e le “parole” evocano un contenitore autoritario dove l’esercizio dell’errore (essenziale per lo sviluppo e la scoperta delle proprie attitudini) è condannato. Di tentativi di una “scuola nuova” ce ne sono molti (tanti qui in sudamerica) ma resta una distanza enorme tra piccole iniziative e volontà degli stati (ostili ovviamente). Mi pongo spesso questo quesito: se facessimo una scuola “nuova” senza che ci sia però un cambiamento della società di riferimento, non c’è forse il rischio di “produrre” disadattati (dal punto di vista della società ovviamente, non il mio)? Il paradosso è che noi, che avevamo una scuola decente e esportiamo modelli educativi interessanti (Montessori), abbiamo “importato” negli anni ’90 (e si insiste ancora oggi) un modello educativo già fallito negli Stati Uniti negli anni ’20 quando si credeva possibile applicare all’educazione il taylorismo industriale (preside imprenditore, materie utili, rispondere alle esigenze della nuova società in termini di opportunità lavorativa). La scuola, così come è adesso, è noiosa, competitiva, educa alla competizione, all’indottrinamento teorico e privo di pensiero critico. Insomma, l’idea è affascinante, dividere in quattro settori semantici. Ma più che un discorso tematico (comunque valido) sarebbe interessante ipotizzare una “rivoluzione” del rapporto docente/studente dove il docente somigli di più a uno “provocatore” di pensieri che a un “suggeritore” di verità assolute. Inoltre, lo spazio della scuola già evoca il suo ruolo. Ci vorrebbe anche una gestione innovativa degli spazi e architetture diverse. Scusami se mi sono dilungato… Nel video ci sono spunti interessanti a tal proposito. Non so se lo conosci. Ciao. d. https://www.youtube.com/watch?v=ByO41gE3dPQ

    • Author
      Gian Lorenzo 4 anni fa

      Devo dirti che, personalmente, credo che tante più saranno le piccole-medie-grosse iniziative a formulare proposte per il soddisfacimento della “domanda” (in questo caso: la domanda di una scuola nuova e più stimolante), tanto maggiori saranno le possibilità che più presto che tardi offrire la “risposta” diventi volontà di stato. Per non rischiare di essere meteore troppo “disruptive” – ossia casi eccezionali sparuti e isolati rispetto alle organizzazioni scolastiche tradizionali, col rischio di produrre disadattati e di creare meritevoli tentativi di ammodernamento ma inefficaci – secondo me possiamo considerare la fase di “concezione” dei nuovi modelli come estremamente preziosa. Possiamo raccogliere pareri e sensibilità ed allargare il più possibile la platea di persone informate a riguardo. Il che, in fondo, è quello che già stiamo facendo: approfondiamo la questione e in questo modo stiamo già agendo affinché ciò accada. Durante il processo, possiamo abbracciare tutti i casi eccezionali già operativi e comprendere i pro e i contro dei modelli proposti, in modo da perfezionare la struttura. E non appena lo “scheletro” strutturale sarà sufficientemente solido e robusto, potremo proporlo e metterlo in pratica, ed a quel punto la probabilità di non-riuscita sarà tanto bassa quanto alto sarà stato il livello qualitativo della fase di concezione e di pianificazione. Riassunto in uno slogan: “Let’s just do it!”. Celeri ma non frettolosi. Cosa ne pensi Dario?

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